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FUSIONE CAMERE DI COMMERCIO SIENA E AREZZO

Le camere di Commercio si accorpano e Siena si fonde con Arezzo. Pubblico le prime informazioni disponibili.

 PRIME NOTE INFORMATIVE SUL REGISTRO DELLE IMPRESE

  A seguito dell’accorpamento delle Camere di Commercio di Arezzo e di Siena a partire dal 13 novembre 2018 l’Ufficio del Registro delle Imprese delle due province diventa unico e verrà nominato un nuovo Conservatore del Registro delle Imprese. Per quanto riguarda il Giudice del Registro, ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 7 dicembre 1995 n. 581, “… la vigilanza è esercitata dal Giudice delegato dal Presidente del Tribunale nel cui circondario si trova il comune nel quale ha sede la Camera di commercio derivante dall’accorpamento”, ovvero il comune di Arezzo. La fusione, inoltre, determinerà i seguenti effetti:

  1. le posizioni REA passate di competenza al nuovo Ufficio del Registro delle Imprese conservano il loro precedente “identificativo REA; di conseguenza, le imprese già iscritte NON dovranno aggiornare nel loro materiale di comunicazione esterna eventuali propri riferimenti al numero REA nel Registro delle Imprese.
  2. La nuova numerazione del protocollo dell’Ufficio Registro Imprese della Camera sarà unica per tutte e due le province a partire dal numero 200.001.
  3. La “posizione  REA”  delle nuove imprese sarà composta  dalla sigla della provincia di ubicazione della localizzazione dell’impresa e da un numero progressivo (esempi di “identificativo REA” sono AR 11111 , SI 22222).
  4. Le nuove interrogazioni del Registro delle Imprese avvengono tramite:
  • codice fiscale dell’impresa;
  • codice fiscale e sigla provincia dell’impresa;
  • identificativo REA dell’impresa;
  • denominazione dell’impresa.
  1. Nella Distinta  di  Comunicazione  Unica  generata  dal sistema  comparirà la sigla  della provincia della  sede  legale della  Camera  di  Commercio (cioè Arezzo, AR).
  2. L’istituzione della nuova Camera di Commercio di Arezzo – Siena, ha determinato l’attribuzione di una nuova autorizzazione  alla  riscossione  dell’imposta di  bollo  in  modo  virtuale,  sia  sui documenti in uscita (es. certificati), sia sui documenti in entrata (pratiche ed allegati). I nuovi estremi sono: AUTORIZZAZIONE DIR.REG. TOSCANA N. 0058327 DEL 31/10/2018. Gli  stessi  sono  già  stati acquisiti  dalle  tabelle  di  Fedra  e  Starweb e,  per  le  pratiche  inviate  dal 13.11.2018, dovranno essere aggiunti ai documenti assoggettati a bollo in Entrata allegati alle pratiche Registro Imprese.

Per ogni ulteriore informazione si può contattare l’Ufficio Registro imprese della Camera di Commercio di Arezzo-Siena ai seguenti numeri:

  • sede legale Massimo Cagnini                         0575 303851
  • sede secondaria ssa Elena Monnecchi     0577 202567

DALLA CARTA AI FLUSSI DIGITALI: VERSO LA FATTURA ELETTRONICA

Il processo di passaggio alla fatturazione elettronica è in corso e dubbi, incertezze e perplessità sono – per adesso – gli elementi che più di altri affollano i pensieri dei soggetti coinvolti. L’articolo del 26 giugno di Enrico Netti sul Sole24ore ci aiuta a riflettere e ad entrare nell’ordine di idee che il passaggio potrà rappresentare anche una opportunità di sviluppo e di ottimizzazione delle risorse aziendali. Il ruolo di noi Commercialisti deve essere attivo e improntato all’interesse del cliente.

“I flussi di dati digitali avranno un effetto leva sull’efficienza delle Pmi e delle micro attività. Oltre 5 milioni di partite Iva si stanno preparando all’appuntamento con l’obbligo della fatturazione elettronica tra aziende che scatterà il 1° gennaio. Un’opportunità per migliorare i processi interni in chiave di efficienza collaborativa e facilità d’uso. In questo percorso d’avvicinamento all’obbligo una grande azienda su due e un terzo delle Pmi vede l’e fattura come una opportunità per migliorare i processi aziendali interni e quelli amministrativi.

Di fatto nel 2017 le aziende private hanno emesso appena 166mila fatture elettroniche su un totale di circa 1,47 miliardi di fatture. È quanto rivela l’Osservatorio «Fatturazione elettronica: nuovo impulso per il digital B2b» del Politecnico di Milano che viene presentato oggi.

«La fatturazione elettronica tra privati può essere un’opportunità per quelle aziende che decidono di avviare progetti digitali più spinti, investendo nella digitalizzazione dell’intero ciclo dell’ordine ottenendo così una maggiore competitività – commenta Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio Fatturazione elettronica ed eCommerce B2b -. Raggiunta l’interoperabilità con le altre realtà della propria catena del valore ne beneficeranno anche i flussi finanziari».

Secondo l’Osservatorio una azienda su quattro sta aggiornando il gestionale, il 22% preferisce percorrere la via dell’outsourcing e una su due opta su una soluzione mista. Per quanto riguarda i risultati c’è un discreto ottimismo: il 21% dei responsabili delle imprese ritiene che non avrà «problemi ma sicuramente molti clienti e fornitori si troveranno in difficoltà».

Tra i progetti B2b prioritari in un caso su tre ci sono la gestione elettronica dei documenti, la pianificazione delle risorse d’impresa (Erp) e la conservazione digitale. Insomma, aziende e partite Iva stanno prendendo coscienza che tra pochi mesi si dovrà lavorare in termini di flussi di dati e non più documenti. Nelle Pmi si dovrà affrontare un punto cruciale: la scarsa diffusione di competenze digitali del personale che deve avviare percorsi innovativi come quello della fatturazione elettronica. Un nodo cruciale che riguarda una Pmi su cinque. L’11% delle Pmi dovrà affrontare un ostacolo in più: la resistenza al cambiamento del personale interno. […]

In questo scenario si aprono ricadute positive per i commercialisti. «Possono posizionarsi tra il cliente e il Sistema di interscambio intercettando i flussi dei dati amministrativi e migliorando la fidelizzazione verso i clienti – sottolinea Rorato -. Da qui la possibilità di erogare, per esempio, servizi a valore aggiunto». Grazie alla fatturazione elettronica i professionisti saranno di fronte alla possibilità di riposizionarsi sul mercato con alcuni servizi e attività che sembravano destinate a ridursi.

L’articolo si conclude con i pareri di alcuni operatori, la maggior parte dei quali esprime fiducia nella nuova opportunità. Lo Studio Bindi sta approfondendo tutti gli aspetti utili ad un inquadramento consapevole dell’intera problematica. Ci risentiremo presto…